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Una  memorabile sequenza del sottovalutato film Mona Lisa Smile di Mike Newell, che pur non completamente riuscito, contiene almeno tre o quattro sequenze da ricordare per intensita’ emotiva , per la ricchezza del testo e per la recitazione di un affiatato cast  composto dalla diva Julia Roberts e da un cast di giovanissime promesse , tra cui spiccano Maggie Gyllenhaal, Kirsten Dunst, Julia Stiles e Jennifer Goodwin.

Il regista,  con poche immagini, e con l’aiuto di una intensa Roberts, ci spiega  tutto il senso di cosa significhi vivere veramente  un’opera d’arte, di cosa significhi avvicinarsi con rispetto ed umilta’ all’opera di un genio,senza preconcetti, senza pregiudizi, senza l’ansia di esprimere un giudizio su di essa, o di catalogarla, lasciandoci trasportare dentro di essa, fino ad arrivare a sentirla.Una sequenza costruita come un viaggio di scoperta, misterioso come un’avventura, che culmina nell’epifania della visione del quadro, improvvisa, perentoria, da lasciar quasi senza fiato,  on la presenza magnetica della Roberts che si avvicina al quadro,  quasi volesse sentire l’energia vitale che l’artista coi suoi tratti violenti e scomposti uha trasmesso sulla tela.

Perchè i libri d’arte sono buoni  per studiare la tecnica dell’ artista,  per apprenderne la vita, per conoscere le scuole che lo hanno influenzato, i motivi che lo spingono a determinate scelte di stile, ma di fronte all’opera vera e propria, reale e prepotente nella sua fisicità, l’unico approccio possibile è abbandonarsi ad essa, senza timore di provare la vertigine che il talento dell’autore a volte riesce a trasmetterci.


Una lezione sull’arte che è anche lezione sulla vita, sul come rapportarci con il nostro prossimo, con rispetto, in punta di piedi, cercando di immedesimarci in loro, senza giudicare, o incasellare, ma sforzandosi solo di capire, o meglio, di SENTIRE 



Non vi viene chiesto di scrivere un tema al riguardo,
non vi viene chiesto di ritenerlo bello.
Vi viene chiesto solo di prenderlo in considerazione …