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Ne ho già parlato, più di una volta, e non solo qui, ma non abbastanza come forse avrei dovuto: Aaron Sorkin è uno dei miei autori cinematografici e televisivi preferiti, e uno dei migliori sceneggiatori in circolazione in assoluto, e tutto ciò che viene partorito dalla sua mente è IMHO opera di puro genio.

Perciò sapere che la sua ultima creazione, Studio 60 on the Sunset Strip, di cui già posseggo il cofanetto inglese e che ovviamente ho già divorato avidamente da tempo,  viene trasmessa in italiano su satellite in chiaro su RED TV al canale 890 di Sky, non è notizia che possa passare inosservata.

Eccovi il testo dell’articolo che ho pubblicato anche per gli amici di TV-Zone, con cui ho avviato una collaborazione da un paio di settimane e su cui potrete trovare anche  qualche articolo inedito sul blog, sempre del mio amato mondo seriale, ovviamente.


Dal mondo della politica statunitense a quello dello spettacolo, il passo si sa, è breve, ed è così che Sorkin, acclamato autore della pluripremiata serie The West Wing  – Tutti gli uomini del presidente,  ha deciso di raccontare con la sua nuova creatura il dietro le quinte di uno show televisivo di successo,  ispirandosi apertamente al Saturday Night Live, storica trasmissione d’intrattenimento comico e di varietà della stessa NBC che  va in onda dal lontano 1975.

Si tratta quindi di un classico show-within-the-show, uno spettacolo nello spettacolo, formula che permette all’autore la doppia opportunità  di  mostrare allo spettatore sia il backstage, ovvero il lavoro creativo che sta alle spalle dello show vero e proprio, che il lavoro finito, ovvero gli sketch comici o gli ospiti musicali, con guest star (nel ruolo di se stessi) che vanno dalla Felicity Huffman di Desperate Houseviwes, alla Lauren Graham di Gilmore girls – Una mamma per amica, alla Alison Janney di The West Wing, per finire con una performance musicale di Sting.

Nello spirito democratico e liberal che da sempre contraddistingue il suo autore, Studio 60 costituisce un atto di denuncia contro il progressivo abbassamento del livello culturale della TV generalista, dovuto al fiorire di reality sempre più demenziali e volgari, e contro le pesanti influenze di gruppi ideologici e delle lobby economiche nei confronti dei grandi network televisivi e dell’informazione, evidenziando come l’esercizio della censura, diretta o indiretta, sia fenomeno di scottante attualità al di là come al di qua dell’oceano.

Nel pilot della serie infatti, ispirato dichiaratamente al Quinto Potere di Sidney Lumet, il creatore dello show Wes Mendell, interpretato da Judd Hirsch (Numbers) viene licenziato in tronco dopo aver denunciato in diretta TV il degrado culturale dei programmi televisivi e la censura a cui è sottoposta la satira televisiva,  dopo che un dirigente del network fittizio NBS (qualsiasi riferimento NON è puramente casuale ) gli ha imposto di non mettere in onda lo sketch satirico “Crazy Christian” (Cristiani fuori di testa), contro gli eccessi del fondamentalismo della destra cristiana tanto in auge negli ultimi anni in USA durante la legislatura Bush.

Per risollevare le sorti dello spettacolo al suo posto vengono chiamati Matt Albie e Danny Tripp, due autori licenziati anni prima perchè ritenuti troppo poco “patriottici”  all’indomani del 9/11, su iniziativa della neo-assunta e spregiudicata dirigente del network Jordan McDeere,  l’uno in qualità di autore e l’altro di regista dello show.

Nei due ruoli di Matt e Danny, esplicitamente ispirati allo stesso Sorkin e a Thomas Schlamme, autore e regista della serie e collaboratori sin dai tempi di The West Wing, ci sono Matthew Perry, indimenticato Chandler di Friends , e Bradley Whitford, noto agli appassionati di The West Wing per il suo ruolo di Josh Lyman, vice capo dello staff, e che alcuni ricorderanno forse nell’episodio Fire di X-Files, o nel recente film Innamorati a Manhattan, al fianco della Cinthya Nixon di Sex and The City.

Completano il cast le attrici Amanda Peet, (Identità, X-Files – Voglio crederci) nel ruolo di Jordan McDeere, e Sarah Paulson, (vista nelle serie American Gothic, Deadwood) nel ruolo di Harriet Hayes, la cristiana evangelista che intreccia una tormentata storia d’amore con Matt, relazione peraltro autobiografica che echeggia quella tra l’autore Aaron Sorkin e Christin Chenoweth, attrice in The West Wing, nota al pubblico televisivo per il suo ruolo di  Olive in Pushing Daisies e famosa cantante di musical a Broadway.

Malgrado  Studio 60 on the sunset Strip sia televisione al suo meglio, scritta, recitata e diretta in maniera pressochè perfetta, ispirata e stimolante, divertente ed emotivamente  coinvolgente, purtroppo la serie è stata cancellata dopo appena 20 episodi dalla rete NBC pare per ascolti troppo bassi.

Godeteveli, da martedì 28 ogni martedì sera alle 21.00 su RED TV, sul canale satellitare in chiaro 890, perchè raramente vi capiterà di vedere un programma televisivo che sappia unire in maniera altrettanto elegante e ispirata commedia romantica e approfondimento politico, satira e intrattenimento, e mostri le reali potenzialità del mezzo televisivo sfruttato al suo meglio, in maniera democratica e pluralista.