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Oggi e’ una giornata proprio un po’ difficile, e tra poco non andra’ meglio …

Ma come cantava il compianto Freddie, The Show must go On, quindi mi piace lo stesso ricordare che stasera, per coloro che possono, su Jimmy c’e la conclusione della serie Queer As Folk versione USA, con gli ultimi due episodi della quinta stagione.

La serie, ambientata nella comunita’ gay di Pittsburg, Pennsylvania, e’ la versione americana della serie inglese andata in onda per una stagione dal 1999 al 2000 e prodotta da Channel Four , a cui gli 83 episodi della serie americana rimangono abbastanza fedele seppur risultando comunque piu’ patinata  e puntando maggiormente sulle scene di sesso tra i protagonisti piuttosto esplicito  per attirare il pubblico.

Le storie, che ruotano attorno al nucleo fondamentale di cinque personaggi, Brian, Michael, Justin, Emmett e Ted, e la coppia lesbica formata da Mel e Lindsay,  raccontano le vicende umane di una comunita’ omosessuale vista in tutte le sue sfaccettature, quindi non solo coniugata al  maschile ma anche al femminile, con la coppia di lesbiche a fornire l'”altra meta’ del cielo”, con genitori  e compagni vari al seguito, visti in maniera sincera, con tutti i vizi e le virtu’ di persone che cercano di vivere e sopravvivere al loro meglio combattendo sia  pregiudizi degli altri  che  i propri demoni personali.

Uno spaccato che non so quanto sia  fedele, non avendo esperienza diretta sull’argomento,  ma che sento molto umano e sincero, con le ovvie concessioni alla spettacolarizzazione e alla drammatizzazione,  comunque necessaria trattandosi di  una serie televisiva e non di un trattato sociologico, e quindi senza pretese di essere esauriente sull’argomento.

Ecco che allora sia le gesta sessuali del “ragazzaccio”  Brian, il bello e cinico del gruppo, che per si scopa tutto cio’ che si muove e se ne frega (o almeno cosi’ vuol far credere),  sia il desiderio di accettazione e di farsi una famiglia dell’amico di sempre e “bravo ragazzo” Michael, sia il ritratto della coppia “sposata” Lindsay e Mel, le due ragazze del gruppo,  coi  problemi di una qualsiasi coppia, tradimenti e figli compresi , ci vengono raccontate in un’affresco che ci fa vivere le ansie e le aspirazioni di un gruppo di persone “queer as folk” ovvero strano come la gente, titolo inglese che si basa su un modo di dir anglosassione, “there’s nothing queer as folk” che  gioca sul doppio senso di queer , che letteralmente significa strano e che viene usata anche per indicare gli omosessuali.

La casa di produzione Showtime, quella di Dexter per intenderci, ha poi cercato di replicare il successo,  con esiti a mio parere molto meno convincenti,  con The L-Word, dedicata esclusivamente al mondo lesbico, e ambientata  a Los Angeles in un contesto molto piu’ glamour e ancora piu’ patinato, meno attento alle problematiche del mondo gay e piu’ alle fantasie erotiche del  pubblico maschile eterosessuale.

Sulla trasmissione di QaF sulle reti terrestri italiane, dico solo che La7 a suo tempo ci ha provato, ma ha dovuto rinunciare per problemi di censura, problemi che ovviamente non bloccano la trasmissione di The L-word, serie lesbica con scene sessuali altrettanto esplicite, ma rivolta appunto anche ad un pubblico maschile ed etero, e quindi ammessa e tollerata per questo motivo, e non certo per i suoi contenuti.

D’altronde basta guardarsi la bella sigla della quinta stagione per capire che qua in Italia ha da passare ancora molta acqua sotto i ponti per riuscire a vedere certe cose in chiaro e sui canali terrestri …