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Non sono molto d’accordo in realta’ sulla piega che ha preso la storia di House, anche perche’ vederlo in crisi d’astinenza e steso su un pavimento con la bava alla bocca non credo definisca meglio il personaggio, che era gia’ abbastanza tormentato di suo, senza aggiungere altri carichi.
Il fatto che poi ad un personaggio scorbutico, cinico e insofferente a qualsiasi imposizione derivante dall’autorita’ o anche solo da qualcuno che non sia lui stesso, vengano affiancati via via figure sempre piu’ autoritarie, prima il direttore dell’ospedale, ora il poliziotto, fa parte di una struttura ripetitiva che pur essendo caratteristica delle serie televisive alla lunga mostra un po’ la corda, soprattutto quando il gioco come in questo caso viene tirato per le lunghe.
Ma d’altronde i soli casi medici, per quanto ingegnosamente architettati, non potevano sostenere piu’ di tanto la serie, come ha insegnato bene anche il caso di CSI, anche se ora tendono spesso a fare solo da sfondo alle "beghe" personali dei protagonisti, e questo non e’ un bene.
Comunque  tra House e il poliziotto, interpretato in maniera efficacemente odiosa da David Morse, a mio avviso quel che ne esce male dal confronto e’ proprio quest’ultimo, visto che persegue una crociata personale contro qualcuno che una condanna ce l’ha gia’, quella di convivere con se stesso giorno per giorno, e per di piu’ lo fa rendendo impossibile la vita degli anelli deboli che compongono la catena di affetti di House.
Delle due, per me e’ molto meglio il potere femminile rappresentato da Cuddy, in grado di comprendere l’umanita’ della persona anche nell’errore, piuttosto che quello intransigente, ottuso,e tipicamente maschile che pretende di impartire una lezione semplicemente perche’ ha subito un’affronto, che finisce francamente per sembrare  ridicolo, se confrontato con la quantita’ di tempo e di energie spese per riuscire ad averla vinta.
E alla fine come al solito sul campo di battaglia restano vittime innocenti, come in questo caso Wilson.
Ma citando una frase ricorrente del protagonista dello splendido libro che ho appena finito di leggere, con cui e’ solito commentare tutte le ingiustizie del tempo e degli uomini, Cosi’ va la Vita.