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Le ultime ore di ferie scorrono lente e vuote, tutto è già stato fatto, tutto è ancora da fare.
mi son sentito altre volte così, prima di un’esame importante, quando stavo per dichiararmi ad una ragazza, il momento prima di partire per la prima volta per un viaggio da solo.
sono attimi sospesi, in cui la  quotidianità dei gesti si svuota completamente, in cui ci aspettiamo da un momento all’altro una voce fuori campo che commenta la scena, una variazione della  colonna sonora a sottolineare il momento topico, ed invece niente, il vuoto.
L’attesa, l’attesa è la cosa più snervante.
In questi momenti quel che aiuta è fare progetti per il futuro, roba a breve termine, tipo sabato vado dal barbiere, martedì porto la macchina dal meccanico, mercoledì sera al cinema…. ci dà la sensazione di controllare il tempo, e non che lui controlli noi, e poi immancabilmente ci ritroviamo  al punto di partenza, come se le scorse tre settimane non fossero passate, anche se in realtà cose ne abbiam fatte , e ci siamo riposati parecchio, e abbiam ricaricato le batterie ormai in rosso da quel pezzo.
Abbastanza, non è mai abbastanza, ma è sempre meglio che niente, o che essere andati sempre a lavorare.
E l’anno prossimo, oh beh l’anno prossimo si decolla sul serio, mica bubbole, eh !