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Le persone silenziose ci spaventano, e ci fanno sentire a disagio, perche’ la loro solitudine e’ anche la nostra, quella che viviamo quando  d’improvviso gli altri spariscono, e assieme  a loro i nostri muri di certezze, le confortevoli pareti entro le quali costruiamo i nostri affetti e le nostre amicizie, senza le quali saremmo nudi, con tutti i nostri timori, e soli, con addosso solo un’anima un po’ infreddolita.
Se ne stanno in disparte, come assenti, e noi costruiamo storie su di loro, per renderli meno spaventosi, in fondo per accoglierli in noi,  presenze silenziose e spesso inquietanti, pagine bianche da riempire con le nostre paure, coi nostri dubbi.
Fogli da imbrattare con le nostre certezze, e i nostri giudizi avventati, con quel nostro inutile tentativo di razionalizzare tutto cio’ che malgrado tutto sfugge al nostro inconscio desiderio di spiegare, di incasellare entro schemi a noi noti, perche’ inconoscibile, e  privo di contorni,  come un’ombra nel profondo della notte.