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Il male non e’ mai straordinario,
ed e’ sempre umano.
Divide il letto con noi,
e siede alla nostra tavola.

(frase del poeta  W.H. Auden,

citato da Gideon nella serie Criminal Minds)


Perche’ poi ti capita di tenere li’ sul blog un promemoria delle cose che non ti vanno, e che vorresti che cambiassero, e quando senti lontani segnali di miglioramento, riprendi Speranza.
Parola assai poco frequentata di questi tempi, Speranza, cosi come Fiducia,  tempi in cui il pensare al peggio, e il cinismo, sono  sport assai praticati, anche da chi dovrebbe invece infonderla, quella fiducia, chi dovrebbe credere nell’uomo, e nella sua innata capacita’ di migliorarsi, anche e soprattutto in tempi in cui e’ sotto gli occhi di tutti, (o  per meglio dire, viene messo sotto gli occhi di tutti …) la volonta’ di (auto)distruzione dell’uomo…
Probabilmente mi ha aiutato il fatto di aver passato un po’ di tempo negli ultimi giorni dentro un’ospedale, e aver assistito al dolore e alla sofferenza, e non importa che sia dei nostri congiunti,  o di persone che come noi hanno una famiglia e degli affetti, oppure  di persone sole,  assistite da quella gente di cui non si dice mai bene abbastanza, ovvero da coloro che dedicano la loro vita al prossimo, e a migliorare la qualita’ della vita,  anche nella sofferenza…
Assistere ad un dolore indipendente dalle azioni degli uomini, (che lo attribuiate al fato, o alla sfiga, o alla volonta’ di Dio, dipende solo dal vostro credo…) ci fa capire, se ci fermiamo un’attimo a riflettere,  quanto  profondamente stupido e insensato sia il gesto violento, quanta idiozia ci sia nell’infliggere violenza ad un’altro essere umano, potendo non farlo.
E mi sono fermato a riflettere su come
oltre ad argomentazioni note contro la pena di morte, e contro le leggi  che in alcuni paesi "cosiddetti" civili ancora oggi permettono l’omicidio di Stato, come ad esempio una palese violazione dei diritti della persona, la fallibilita’ del giudizio umano, nonche’ un desiderio di vendetta appartenente a tempi in cui  giustizia e  legge erano solo parole, dietro cui si nascondevano i piu’ efferati delitti, (vedasi inquisizione, shoah, ed altre "amenita’" varie…) ce n’e’ una che difficilmente mi e’ capitato di sentire, forse perche’ non ho frequentato le persone giuste.
L’aspetto che raramente viene preso in esame e’ la rimozione, intesa non solo come eliminazione fisica di chi ha compiuto il male, ma anche come rimozione psicologica dalla coscienza collettiva del delitto, che consegue a quella fisica all’assassino, come se eliminando la persona che ha perpetrato tale atto, ignobile ed esecrabile quanto si vuole, si possa cancellare il fatto, ricucire il dolore, riportare in vita i morti.
La presenza in vita di persone come un Hannibal Lecter, tanto per citare uno dei campioni dei mostri del grande schermo, o di un Charles Manson, o di un Ted Bundy, non e’ un’ ingiustizia nei confronti delle vittime e dei parenti, che non potranno mai avere pace, se non effimera, nel guardare negli occhi del condannato mentre esala l’utlimo respiro, ma potranno trovarla solo interiormente, con un percorso personale lungo e sofferto.
La presenza in vita di questi "mostri" e’ per noi un perenne monito,  mi rendo conto spesso insostenibile, di cio’ che possiamo diventare, di cio’ che tutti potremmo essere,  quando venga oscurata la nostra capacita’ di amare, e di provare pieta’ per il prossimo, ovvero quando l’istinto ferino, oppure la ragione lucida e spietata prevalgono su cio’ che piu’ differisce l’uomo dalla bestia, intesa non come animale, ma come individuo, uomo o animale che sia, preda esclusiva degli istinti piu’ feroci.
Questo perche’ una societa’ che si ritenga civile non puo’ gettare nel cassonetto una vita, semplicemente perche’ e’ un’organismo difettoso, ed  ha l’obbligo morale e civile di assumersi la responsabilita’ di quella vita, e di riflettere, e considerare se esistono cause che hanno portato quella persona a comportarsi in un modo aberrante e deviato, se c’e modo di trovare un rimedio a tali cause, o una soluzione al problema.
O se invece esistono cause genetiche, o mediche, al suo male, ed in tal caso non puo’ esser ucciso,  perche’ altrimenti potremmo uccidere anche i sordi, o i ciechi, o i disabili, per le loro "deficienze" oggettive,  derivate da cause naturali, e non di carattere o di inclinazione o di volonta’.
Per questo, e per altri motivi, il fiocchetto nero sulla colonna destra del blog restera’ li’ ricordarmi, come un piccolo sasso in tasca, di pensare ogni tanto anche a quello….