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Nel golfo di Biscaglia il mare era grosso dopo la burrasca e il forte vento di nord-ovest, e per due notti e un giorno la Leopard era rimasta alla cappa con la sola gabbia terzarolata e niente più, gli alberetti di velaccio calati sul ponte così come il pennone di parrocchetto, la prua a nord. Ogni volta che un’ondata la investiva sulla masca di sinistra, con la cresta bianca che si precipitava su di lei nella notte nera come la pece, una muraglia d’acqua si abbatteva a mezzanave, minacciando di strappare le doppie cime che assicuravano le scialuppe e le aste e trascinando la prua a nord nord-est; ma ogni volta la nave si rimetteva sostanzialmente al vento e l’acqua scrosciava dagli ombrinali…

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