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Ovvero di come al pranzo-cena (o cena-pranzo che dir si voglia) a casa dai miei suoceri ho trovato l’inaspettata sorpresa della micia di mio nipote, portata appresso da mia cognata nel timore che soffrisse a stare a casa da sola, o piu’ probabilmente nel terrore che le smontasse casa, he he he he…
E l’intesa con Chloe, micetta grigia di 7-8 mesi, manco a dirlo e’ stata immediata, sin da quando ho cominciato a fare il tifo per lei, mentre miagolando a squarciagola dalla sua gabbietta esprimeva il suo vivo disappunto per il forzato trasporto in macchina
Giunti a casa dai suoceri, ho assistito con partecipazione alla sua temeraria e indomita esplorazione dell’ambiente sconosciuto, l’ho seguita con lo sguardo mentre loro, gli umani, chiacchieravano tranquillamente delle solite cose e lei si aggirava guardinga, tutto il corpo teso fino all’ultima vibrissa, pronta a cogliere ogni variazione ambientale, pronta a reagire ad ogni eventuale insidia…
L’ho vista ritrarsi prudentemente da mio nipote piu’ piccolo, intuendo con saggezza istintiva il pericolo costituito dai cuccioli d’uomo non ben sorvegliati..e infine l’ho accompagnata idealmente nel suo prudente rifugio sotto al letto, al riparo da sguardi indiscreti, intenta ad accudire il suo prezioso manto con cura diligente e perizia millenaria