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Аслан Алиевич Масхадов

Ora comprendo  la lingua, ora comprendo le lettere, so che il primo e’ imia, nome, mentre il secondo e’ otcetzva, patronimico e il terzo e’ familia, cognome.

So dal patronimico che  era figlio di Alia,  Алиа, e che suo padre in famiglia e dagli amici forse veniva chiamato  Алиошия, Alioscia, per quell’affettuosa abitudine dei russi di render familiari i nomi di tutti, cosi’ che Maria diventa Mascia e Tatiana diventa Tania e Natalia diventa Natascia…

Quel che non so, che non potro’ mai sapere, perche’ nessuno mi raccontera’ la verita’, sempre che ne esista una sola, e’ perche’ quest’uomo , padre di Arkan e Fatima, e marito di Kusama,  sia morto, mostro o santo o combattente per la liberta’, non m’importa.

Spero che ora abbia trovato la pace che gli mancava, cosi’ come spero che serena riposi anche maia tiotia, mia zia, che ieri mattina si e’ spenta cosi’, all’improvviso, come tenue fiammella al soffio della prima brezza di primavera….

-Scusa, ti ho visto piangere al funerale-
-Gia’, la morte e’ triste…-
-Ma tu non la conoscevi affatto…-
-Non devi conoscere una persona per essere triste per la sua morte, si chiama empatia…-
(Paura d’Amare, 1992)