Felici, infelici, chissà perchè è così importante per la gente rendere gli altri infelici, o meglio chissà perchè  ci provano così tanto gusto  a rendere infelice una persona che già lo è di suo, senza bisogno che qualcuno gli vada attorno, visto che ci pensa già lui a non  lasciarsi  stare?
Perchè occorre stringerlo all’angolo, quando già lui non riesce più a muoversi, tanto è chiuso in sè ?
Un pensiero che mi ha attraversato mentre guardavo The Woodsman, non facile ma intenso film col solito, maiuscolo Kevin Bacon
Un pensiero che mi capita spesso di avere per la testa, quasi un’ossessione…
Pensano forse, gli altri,  che una persona come Walter si sia divertita? Pensano che nei 12 anni di  prigione abbia fatto  baldoria? Già me lo vedo, il comitato d’accoglienza per il pedofilo molestatore di dodicenni,  una bella squadra di quarterback, e via sotto alle docce, col sedere al vento, a farsi un bel giro di danza ….
Pensano forse che una persona come lui, che sa benissimo che ogni volta che guarda una bambina prova quello che altri provano per una bottiglia, o per una siringa , o per un tavolo da gioco e un mazzo di carte, pensano forse questi geni che lui ci provi poi quel  gran gusto, tanto da andare a raccontarlo in giro per far saper a tutti quant’è bravo ad eccitare le bambine?
Lui,  che con ogni fibra del suo corpo desidera essere diverso, o essere normale, o essere qualunque cosa fuorchè se stesso,
Lui che sopra ogni altra cosa non desidera essere visto, guardato, giudicato e condannato, quando già lo hanno  fatto una giuria, la società e i suoi parenti, e infine il tribunale più terribile di tutti,  se stesso, soprattutto se stesso, che non riesce a perdonarsi, e non riesce a guarire,e vorrebbe essere un’altra persona e potersi picchiare a pugni in faccia, fino a che le mani non gli sanguinano, finchè la faccia non sia ridotta ad una poltiglia, per non riconoscere più il mostro ogni volta che si guarda allo specchio, ogni volta che si trova quella palla rossa in mano….
E lo vedi a lottare, sempre con quell’espressione di disgusto scolpita in faccia, e lo vedi avvicinare la bambina sola e triste, e pensi che no, è cambiato, e poi ripensi all’alcolista che una volta ti ha detto che quando lo sei lo sei, senza speranza, e senza fuga, e devi combattere giorno per giorno perchè il demone non ricominci a crescerti dentro fino a divorarti, inghiottirti e risputarti, per poi ricominciare tutto da capo, senza che tu ci possa far nulla.
E poi ripensi agli altri e a come gli stanno dando simpaticamente una mano a prendere la bambina sulle ginocchia e a ricominciare tutto da capo, solo perchè loro si possano sentire più sicuri, solo perchè così lui ha la sua bella etichetta addosso, stampata sulla giacca. e così lo si può riconoscere, e indicarlo ai bambini e far loro paura con le storie dell’orco cattivo che se non stai attento ti prende nel bosco.
Ma lui forse ha capito quel che deve fare, che è combattere se stesso, il vecchio se stesso, e speri che forse ce la farà, ce la farà a non ascoltare  le voci nella sua testa, a non dare ascolto alle voci degli altri che quella testa vorrebbero spaccargliela, per non pensare che, in fondo, il male è anche dentro di loro
Perchè continuare a pensare che quel male orribile sia tutto fuori,  dentro alle persone come lui, li aiuterà a vivere un po’ meglio, senza avere nella propria testa anche i pensieri di Walter, senza dover condividere la pena e il dolore di tutte le persone del mondo, malate come Walter.